Rebora, Leopardi, Mazzini: L'infinito anelando

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DOI:

https://doi.org/10.11606/issn.2238-8281.v0i51p28-49

Parole chiave:

Rebora, Leopardi, Mazzini, Poesia Italiana, Letteratura Italiana Moderna

Abstract

Se sia Giacomo Leopardi che Giuseppe Mazzini sono da lungo noti al pubblico di lingua portoghese (fra i primi traduttori di Leopardi ci fu persino Fernando Pessoa, mentre I doveri dell'uomo di Mazzini fu tradotto già nel 1861 col titolo Os Deveres do Homem), tra XIX e XX secolo è vissuto in Italia un poeta che ha provato a condensare, in originalissima sintesi, i loro messaggi, pure all'apparenza tanto diversi. Parliamo di Clemente Rebora (1885-1957), uno dei più abili ed efficienti scrittori del tempo. Leopardi lascerà la sua impronta indelebile sul Rebora artista, Mazzini sul Rebora uomo (conducendolo al Cristianesimo). Nella stesura del saggio ci si è avvalsi delle opere tanto dell'autore che dei suoi due maestri, ma soprattutto del prezioso epistolario (pubblicato in tre volumi per le edizioni Dehoniane di Bologna, a cura dello studioso e sacerdote Carmelo Giovannini), insostituibile strumento per ricostruire la biografia, il pensiero e il sentire del poeta.

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Biografia autore

  • Andrea Maffei, ELTE Budapest

    Andrea Maffei è un dottorando in Italian Literary and Cultural Studies presso l'università ELTE di Budapest (Ungheria). Ha conseguito la laurea in Lettere moderne alla Statale di Milano e in Filologia moderna alla Sapienza di Roma. Ha pubblicato diversi articoli accademici, tra cui Ugo Foscolo e Laurence Sterne: la traduzione avventurosa del 'Sentimental journey' e Appunti per una lettura hegeliana della Divina Commedia.

     

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Pubblicato

31-12-2024

Fascicolo

Sezione

Artigos

Come citare

Maffei, A. (2024). Rebora, Leopardi, Mazzini: L’infinito anelando. Revista De Italianística, 51, 28-49. https://doi.org/10.11606/issn.2238-8281.v0i51p28-49