“La Bestia che – catturata – resta in perpetuo distante”: considerazioni sulla parola e sulla morte in Giorgio Caproni

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DOI:

https://doi.org/10.11606/issn.2238-8281.v0i53p164-179

Parole chiave:

Linguaggio, Assenza, Vuoto, Poesia italiana, Giorgio Caproni

Abstract

Per il poeta italiano Giorgio Caproni (1912-1990), il linguaggio stabilisce una relazione con la cosa fondata sull’assenza e sulla mancanza; cioè, sostenendosi su una prospettiva filosofica tendente al nichilismo, la parola istituirebbe il vuoto nel tentativo di cogliere l’essere che designa, rivelandosi così un compito vano. Nel suo ultimo libro pubblicato in vita – Il conte di Kevenhüller –, il poeta concretizza questa riflessione attraverso l’enigmatica immagine della Bestia, che, come la parola, sempre elusiva, rimanda a un referente inafferrabile. È dunque assumendo la Bestia come metafora della parola stessa che questo saggio intende analizzare alcuni componimenti de Il conte di Kevenhüller (1998, 2011), a partire soprattutto dalle riflessioni presenti in La letteratura e il diritto alla morte (2011) di Maurice Blanchot e dalle discussioni proposte da Giorgio Agamben in Idea della prosa (1999) e Il linguaggio e la morte (2006). Questa proposta interpretativa considera, come effetto del linguaggio, la destituzione del proprio referente, cancellandolo o trasformandolo in un’altra materialità, segnica.

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Biografia autore

  • Bruna Fontes Ferraz, Federal Center for Technological Education of Minas Gerais

    Bruna Fontes Ferraz è professoressa presso il Centro Federale di Educazione Tecnologica di Minas Gerais (CEFET-MG), dove insegna nei corsi tecnici, nel corso di Laurea in Lettere e nel Programma di Post-Laurea in Studi di Linguaggi. È Dottore e Master in Teoria della Letteratura e Letteratura Comparata presso l’Universidade Federal de Minas Gerais (UFMG). È autrice del libro Sapore, Sapere: por uma poética dos cinco sentidos em Italo Calvino e coautrice di Leituras transversais: interartes e intermídia.

Riferimenti bibliografici

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Pubblicato

29-12-2025

Fascicolo

Sezione

Artigos

Come citare

Ferraz, B. F. (2025). “La Bestia che – catturata – resta in perpetuo distante”: considerazioni sulla parola e sulla morte in Giorgio Caproni. Revista De Italianística, 53, 164-179. https://doi.org/10.11606/issn.2238-8281.v0i53p164-179