Italiano come gergo? Uno studio di caso su una famiglia americana
DOI:
https://doi.org/10.11606/issn.2238-8281.v0i52p59-80Parole chiave:
Linguaggi gergali, Plurilinguismo, Acquisizione L2Abstract
Il presente studio indaga l'uso dell'italiano da parte di una famiglia statunitense che ha vissuto in Sicilia per cinque anni e che, dopo il ritorno nella madrepatria, continua a utilizzare l’italiano in contesti specifici. L'indagine mira a comprendere le motivazioni linguistiche, affettive e pragmatiche che sottendono questo comportamento. I risultati rivelano che l’italiano è usato prevalentemente in ambito familiare, all’interno di rituali consolidati e in situazioni in cui è desiderata una certa esclusività comunicativa. Tali dinamiche suggeriscono un parallelo con i linguaggi gergali, in quanto la lingua viene impiegata per rafforzare la coesione interna del gruppo e per escludere interlocutori esterni, rispondendo a esigenze di segretezza e identità condivisa. Sebbene solo uno dei membri mantenga un legame attivo con la cultura italiana al di fuori dell’ambito domestico, l'esperienza vissuta in Italia continua ad avere un’influenza rilevante sulle prospettive accademiche, lavorative e abitative dell’intera famiglia. In conclusione, l'italiano si configura come una lingua che, pur avendo perso la funzione primaria di mezzo di comunicazione con la comunità linguistica locale, assume un nuovo ruolo simbolico e relazionale nel repertorio multilingue familiare.
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